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Riordino Ncc? Clienti business e turismo nel caos

 

Col Decreto di riordino degli Ncc, ormai Legge, anche il mondo del business e del turismo di lusso rischia di andare in tilt.

Gli Ncc infatti sono partners logistici, sono piccoli imprenditori che investono nella propria azienda, in termini di risorse umane, di marketing, di immagine (con veicoli di classe medio-alta, eleganti, dotati di ogni confort, come il wifi free on board). I loro clienti sono aziende, enti, organismi che hanno bisogno di transfer per i loro dipendenti o ospiti; società che organizzano eventi, fiere, manifestazioni; agenzie o istituzioni del turismo che prenotano tour, escursioni o trasferimenti. Il tutto inizia con richieste di preventivi e si conclude con regolare fatturazione. Poi certo ci sono anche alcuni (ma pochi) privati,  che programmano o chiamano per un'urgenza, ma che comunque, telefonicamente o via email,  prenotano, come natura Ncc prevede.

Purtroppo quello che non si comprende è che la nuova disciplina non solo inevitabilmente arriverà a cancellare la categoria dei noleggiatori, ma andrà a mettere in seria difficoltà anche settori portanti della nostra economia come gli affari e il turismo. Perché lo priverà di collaboratori indispensabili e impensabili da rimpiazzare con altre soluzioni perché, qualitativamente, quantitativamente e professionalmente, parlando, non esistono altre figure e strutture alternative all'altezza e con determinate caratteristiche. Questo è infatti il vero comparto limato sulle richieste di un mercato in crescita.

Solo proclami, gli Ncc non spariranno? Proviamo a capire, ricordando sempre che parliamo di piccoli imprenditori, cosa comporta, in termini applicativi e di risorse (tempo, denaro, energie), questa disciplina costruita su rivendicazioni e non su un’analisi attenta di istanze e possibili ricadute su clienti e indotto.

Hai tre autorizzazioni da tre Comuni diversi, magari a pochi chilometri di distanza uno dall'altro? Bene, devi aprire tre uffici. L’ospite previsto a Bergamo ha perso il volo quindi atterrerà con il successivo a Linate? Prima devi tornare in rimessa e poi dirigerti a Linate. Hai un cliente che deve andare a Malpensa a prendere l'aereo, ma vorrebbe fare una deviazione per accompagnare  il figlio in stazione? E no. Devi dire di no, altrimenti sei un fuorilegge, perchè non è riportato sul foglio elettronico di servizio, che deve invece contenere, già alla partenza, orari, tragitto preciso, chilometri e dati personali dei passeggeri, con buona pace della flessibilità e della riservatezza, da sempre valori distintivi della categoria professionale degli Ncc. Il foglio infatti è da inviare al Ministero e traccia ogni spostamento privato o lavorativo che sia del fruitore. In barba al diritto alla privacy.

Se non è volontà di ledere mortalmente una categoria questa non si saprebbe come altro definirla. 

Categoria, da “prenotazione” e non da “piazza”, che ha avuto la sola “colpa” di essere definita “da rimessa”, perchè le prenotazioni appunto, all'epoca in cui furono concepite le prime norme che la riguardavano, potevano essere prese solo sul telefono fisso. Nel 1992 infatti altro la tecnologia non consentiva.

Ma troppo sforzo riscrivere una legge ex novo, come chiedono da tempo gli Ncc, che riordini tutto il settore del trasporto pubblico non di linea, aggiornato ai tempi moderni (non quelli di Charlie Chaplin) e alle potenzialità offerte dal Web. Più facile distruggere una divisione composta da decine di migliaia di imprese. E lo conferma la mancanza di un confronto costruttivo con la parte interessata durante il rimaneggiamento del Decreto, ma anche l'assenza di qualsiasi apertura da parte del MiT, dopo la pubblicazione di una Legge evidentemente incostituzionale, come dimostrato dai legali rappresentanti delle associazioni di categoria.

Non a caso sia l’Antitrust sia il Codacons bocciano le decisioni del Governo sugli Ncc.

Nessuna rabbia, perchè la rabbia è proprio il sentimento su cui fa perno il potere per mettere i poveri contro i poveri.

Ma tanto dispiacere, quello sì.

Perchè ci si aspetta ascolto, competenza, buon senso da parte delle istituzioni deputate a tutelare e migliorare gli interessi di tutte le parti. Invece solo silenzio e muri di gomma, di fronte a un dramma che no, non combatte l'abusivismo, quello si argina con i controlli, ma abbatte posti di lavoro, imprese e famiglie.

E poi quale abusivismo? Abusivo è chi opera senza autorizzazione o senza licenza, non chi ragiona in termini di legittima e libera concorrenza.

Fanno passare gli Ncc per usurpatori, quando invece ad essere violata è la dignità di tanti piccoli imprenditori, vittime di leggi raffazzonate alla bell'e meglio per alcuni e alla tanto peggio per altri.

Ora, sicuramente ogni categoria, dal proprio punto di vista, ha le proprie ragioni e i propri margini di miglioramento, ma non è con il lancio di accuse tre la due anime del trasporto pubblico non di linea, o assecondandone una a scapito dell'altra, che si risolvono i problemi.

Esiste un legislatore per questo, che dovrebbe essere super partes e avere una levatura tale da armonizzare le istanze con regole chiare che facciano il bene di tutte le parti, perché come risaputo il monopolio uccide l'economia.

La disciplina infatti andrebbe riscritta alla luce delle differenze fondamentali tra i due comparti, a cominciare dai fruitori dei servizi - che quanto agli Ncc sono Clienti, non Utenti – e alla luce del mercato e dei tempi basati sulla tecnologia in mobilità.

Tecnologia in mobilità paradossalmente indispensabile per legge quando i noleggiatori sono obbligati a offrire il servizio di pagamento con carta di credito o bancomat, ma vietata per ricevere prenotazioni. Insomma un ufficio in mobilità (come in realtà i veicoli Ncc dovrebbero essere considerati) solo quando fa comodo agli altri.

In conclusione, se la Legge non ammette ignoranza, gli Ncc non possono ammettere una legge letteralmente “ignorante” che disconosce il vero valore che rappresentano gli Ncc, soprattutto in un paese a vocazione turistica e commerciale internazionale, che si aspetta una professionalità strutturata e riconoscibile.

Speriamo non sia solo utopia confidare in un rinsavimento, ma soprattutto speriamo che un ennesimo pezzo dell'Italia che produce, infatti vale mezzo punto percentuale di Pil, e paga le tasse (perchè la parte “nera” del trasporto pubblico non di linea, ebbene sì, dichiara tutto il fatturato e su quello paga le tasse) non venga distrutto.

Certo si può migliorare, e ci si può e deve sempre più raffinare, ma gli Ncc sono e vogliono continuare ad essere quell'anima logistica che muove turismo e affari in maniera professionale, silenziosa, discreta ed elegante, secondo il vero stile italiano.

Crediamo lo sappiano i clienti che ogni giorno li scelgono, auspichiamo che lo capiscano anche i governanti.

 

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